Essere aperti e attivi nello Spirito Santo

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Tratto da “A Medjugorie La Madonna è Viva”

 Essere aperti e attivi nello Spirito Santo.

Questo è un passo importante, delicato e molto semplice. Non si tratta del livello dei carismi o delle cose “straordinarie”, non è neppure l’apprendimento di teorie o l’espressione di emozioni religiose. Si tratta più semplicemente di aprire il cuore e ascoltare nell’anima gli impulsi dello Spirito Santo, accoglierli e viverli. Ci vogliono onestà, sincerità, umiltà, semplicità, elevazione al di sopra di ogni interesse per la gloria di Dio. Ci vuole la fedeltà alla vita di Dio nell’anima.

Maria, Sposa per eccellenza dello Spirito Santo, ci introduce in questo rapporto se siamo disponibili e se ci affidiamo a Lei. Dopo il suo sì e il nostro sì detto insieme a Lei, scende lo Spirito Santo (Lc 1, 34-35). La Madonna, come Madre del Corpo Mistico di Cristo ci aiuta a vivere effettivamente le grazie battesimali.

S. Paolo in diversi modi e in diversi punti delle sue lettere, ci spiega il rapporto con lo Spirito Santo, e particolarmente nella lettera ai Romani. Eccone alcuni passi: “Voi però non siete sotto il dominio della carne ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo non gli appartiene” (Rm 8, 9). E ancora: “Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rm 8, 16), attesta cioè la nostra identità in Dio e tutta la dinamica della grazia. “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e Colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio”. (Rm 8,26-27).

Al termine del capitolo 8 della lettera ai Romani, S. Paolo ci introduce nel trionfo della vita dello Spirito Santo per mezzo dell’amore di Cristo.

L’animatore no si preoccupi dell’eventuale mancanza di “strumenti privilegiati” nel gruppo, ma si impegni invece a condurre le persone alla libertà e all’attività nello Spirito Santo.

Nell’agosto del 1984, sono stato trasferito a Vitina. Prima di partire da Medjugorje ho pregato così: “Maria, aiutami a capire come posso aiutarti in futuro, quando sarò distante da Medjugorje!”. La veggente Jelena ha udito la voce della Madonna che diceva: “Ama! Io sono uscita dall’amore di Dio, agisco nell’amore di Dio. Adesso sono qui, in ogni famiglia, in tutto il mondo. Ama e fai come me”. Questo discorso è difficile da accettare per l’uomo abituato a misurare con la propria misura e troppo minacciato da satana. Eppure questo è il fulcro della nostra attività.

Nell’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo si uniscono tutti i membri del Corpo Mistico di Cristo e comunicano fra loro. Qui sono presenti Maria SS., gli angeli, i santi. Il gruppo è aperto ad altri gruppi,alle grazie che sono date attraverso di loro. Lo Spirito Santo si esprimerà nei frutti: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge” (Gal 5, 22-23). Da qui nasceranno i doni di Dio ed i suoi strumenti.

Quanto è importante aprirsi allo Spirito, accogliere le grazie e rimanere con Lui, fedeli al rapporto sponsale su ogni livello! Qui si esprime la vera maturità cristiana dell’animatore. Il sacerdote trova il suo posto come “curato delle anime”, che prega con semplicità e aiuta a capire e a cogliere gli impulsi dello Spirito Santo.

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