Figli della luce
Sembra talvolta che il peccato ci stringa d’assedio e che il male prosperi indisturbato ovunque. L’umanità pare soffocata dal disordine, dalle malattie, dalla disperazione. Noi sappiamo che tutto questo è conseguenza amara del peccato originale dell’uomo, della sua ribellione al Creatore, che purtroppo non di rado ci tocca da vicino. Ci domandiamo cosa fare per essere testimoni di una vita nuova in Gesù Cristo, vittorioso sulla morte e sul peccato.
Ho sperimentato e sperimento continuamente che la mia partecipazione alla vittoria pasquale sul peccato e sulla morte, è direttamente proporzionale alla mia capacità di spogliarmi di me stessa e di ogni forma di egoismo. Solo così posso entrare nell’immacolatezza di Dio, in quella condizione cioè in cui il peccato non domina più le mie scelte, perché la mia vita non mi appartiene ma è donata a Gesù.
Ho compreso che la mancanza di immacolatezza è, allo stesso tempo, radice e frutto di ogni peccato. Questa mancanza si manifesta nell’incapacità di riconoscerci limitati, bisognosi dell’amore e dell’aiuto di Dio, timorosi di abbandonarci alla Provvidenza che è sempre amore e che non teme l’eterno nemico.
La mia esperienza personale, in questi anni di cammino, mi ha portata a concludere che il più grande desiderio di Dio è che torniamo a Lui, all’armonia con Lui che precedeva il peccato originale. Ciò può avvenire solo attraverso un cammino graduale di rinuncia a noi stessi, di sacrificio, di comunione autentica che ci rende puri o, meglio, purificati, rinnovati, reintegrati nella grazia divina che è vita. In una parola, ci rende figli di Dio immacolati (Fil 2, 15),
Per questo ritengo che il cammino verso l’immacolatezza debba necessariamente passare attraverso l’offerta della vita, che è il culmine del nostro amore verso Dio, ed anche il passaggio obbligato verso la risurrezione. Rinunciando a disporre di noi stessi per lasciare a Dio ogni spazio interiore, permettiamo che sia Lui a vivere, pensare, agire in noi e attraverso di noi. Allora ci purifichiamo trasformandoci in creature nuove, capaci di superare la logica e gli schemi che il mondo ci impone o che noi stessi ci fabbrichiamo, e che ci condizionano.
Questo ci permette di vivere “immacolati”, capaci di elevare il nostro sguardo, e ci apre a nuovi punti di vista dai quali osservare la realtà. Così la nostra vista interiore si fa acuta perché purificata, resa immacolata dallo sguardo di Dio che ci scruta e ci conosce (Sal 139).
La condizione di immacolatezza non ci rende “superuomini”. Noi restiamo deboli e bisognosi della grazia. Credo tuttavia che, uniti a Dio e donati a Lui con purezza, possiamo vincere più facilmente la nostra inclinazione al peccato e alla ribellione, e se sbagliamo, riusciamo ad amarci e a guardarci con misericordia
L’immacolatezza è apertura incondizionata all’azione di Dio, è forza ed equilibrio, integrità della nostra persona. E’ creatività spirituale perché ci rende partecipi dell’opera di Dio che crea e ricrea ininterrottamente la vita.
Per noi l’immacolatezza è anche la capacità di vivere in comunione con i fratelli e le sorelle. La comunione ci aiuta a riflettere su noi stessi, a smussare i nostri angoli difficili, e ci fa sbocciare nella nostra originalità, rendendo evidente in noi l’immagine di Dio. Ed è in questa immagine che risiede la nostra pienezza e la nostra autenticità. La comunione ci fa crescere.
Nella sua bontà, Dio ci dona anche la comunione con la Chiesa celeste che è modello di immacolatezza e di vittoria sul peccato. Ma, soprattutto, ci fa dono di Maria SS., la nostra Madre immacolata, l’unica creatura immacolata fin dal suo concepimento. Lei si offre per noi e con noi, e ci apre la strada per diventare l’umanità nuova in cammino verso lo stato di piena immacolatezza in Dio.
Mi pare che, attraverso l’offerta della nostra vita, Dio desideri in un certo senso riportarci nel giardino in Eden, che la mano del Signore aveva piantato per collocarvi l’uomo (Gen2, 8), luogo di incontro e di comunione fra la creatura ed il Creatore, luogo dell’immacolatezza. Sarebbe meraviglioso se ciascuno di noi diventasse quel giardino immacolato, dove Dio passeggiava, chiamava l’uomo, si mostrava vivo.
Più osservo la condizione attuale dell’umanità, più mi convinco che il mondo ha bisogno di figli di Dio immacolati, disposti a farsi canali per altri, affinché tutti ritornino a Dio. Ne ha bisogno anche la creazione che “attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio… e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio (Rm 8, 19-24). Tutte le creature dovrebbero poter respirare in questa libertà, ma dipende da noi. Solo la nostra decisione di vivere immacolati potrà aiutare noi stessi, il prossimo ed il creato a liberarsi dai lacci della corruzione.
Su questo cammino verso l’immacolatezza, sono certa che non ci mancherà mai l’aiuto della grazia, né tantomeno quello di Maria SS che è nostro modello. S. Paolo ci ricorda che Dio Padre ci ha benedetti in Cristo e “in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità”. La strada è dunque aperta per ciascuno di noi. E’ una strada fatta di fede, speranza, amore, che ci porta a vincere le tenebre e ad essere luce nel Signore (Ef 5, 8-10).
Nella storia della Chiesa, questa strada è stata percorsa da molti santi che ci hanno testimoniato, con la loro vita immacolata, di essere figli della luce.
The English version of "Beyond the Great Barrier" is available in PDF format.